Road to Glasgow

di Enrico Vanzetto 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il racconto inizia da quel venerdì del sorteggio dei sedicesimi di Europa League.Appena sorteggiata la sfida Celtic-Inter,ovvero tra le due squadre che amiamo,non abbiamo avuto dubbi e siamo subito corsi a preparare la trasferta in quel di Glasgow.Siamo partiti in tre ( alla fine si è aggiunto un’altro amico,tifoso neutrale,che ha dato quella spinta in più per questa trasferta ).Passando per Eindhoven e per Manchester,finalmente la mattina dell’incontro,al terzo giorno di viaggio, arriviamo in terra scozzese e l’emozione pian piano inizia a salire.Glasgow ci da il benvenuto con un sole davvero accogliente,facendoci dimenticare lo stereotipo che la Scozia sia solo vento e pioggia.La città sembra tranquilla e accogliente e si vedono in giro i primi tifosi interisti girovagare e fare cori con i tifosi locali.Essendo in una città con una rivalità molto accesa,non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di visitare la casa dei “nemici” dei Rangers,ovvero, Ibrox.Abbiamo subito capito l’aria che tirava da quelle parti e abbiamo subito nascosto le nostre sciarpe biancoverdi e fatto qualche foto allo stadio.Molto bello e con una grande storia.Alla fine non ho resistito, e una foto davanti ai cancelli con la sciarpa del celtic era d’obbligo,ma non avete idea del rischio che ho corso.Ma noi siamo venuti qui per vedere il nostro Celtic ( si,ormai chi se ne frega della nostra fede interista.siamo qua solo ed esclusivamente per il Celtic,almeno io…) e così tornammo in centro città.Si avvicina pian piano l’ora della partita e così ci incamminammo verso la stazione con destinazione Celtic Park con il treno pieno di tifosi che si stanno già scaldando per la partita con i loro cori.Siamo già tre di loro!.Appena scesi dal treno vediamo in lontananza lo stadio,che sembra un miraggio,un’oasi in mezzo al deserto.Ho paura che scappi via,ma è tutto vero,tutto reale,siamo in Scozia e stiamo per vedere il Celtic.Fuori dallo stadio vediamo già le prime differenze con l’Italia.Ci sono le forze dell’ordine che girano tranquille a cavallo e qualche a piedi e vediamo tutto tranquillo.Molte famiglie,bambini,anziani e tifosi di ambo le squadre vicini.Prendiamo il nostro biglietto ed entriamo allo stadio.Ci aspettavamo qualche controllo,qualche perquisizione,e invece entriamo tranquilli senza che nessuno ci dia fastidio o ci chieda qualcosa.Altra mentalità a queste latitudini.Dentro lo stadio si può pure scommettere ( eh già..i britannici scommettono su tutto e dappertutto ).L’emozione aumenta quando iniziamo a salire i gradini e ce li gustammo uno ad uno come fossimo quasi in cima a una montagna tanto voluta e tanto agognata.Iniziamo a vedere le prime luci del campo e i primi boati e poi eccolo li,davanti ai nostri occhi,quel prato verde tanto sognato.Dopo le foto di rito,ci sediamo nei nostri posti e assaporiamo lentamente quell’atmosfera come fosse una droga e rimaniamo in silenzio ad ammirare tutto ciò.Prima dell’inizio della partita i cori cantati con tutto lo stadio,l’inno cantato a squarciagola, la coreografia che ricordava la finale di coppa campioni di Lisbona dove proprio il Celtic sconfisse la grande Inter a fine anni 60.La partita è stata un susseguirsi di emozioni come ben ricordate e io non avevo dubbi.Nato interista,sempre interista ma li, in quel momento,in quel posto,avevo già scelto per chi tifare.Al 93′ quando ormai non credevo più al pareggio eccolo arrivare,come un fulmine a ciel sereno,il 3-3 di Guidetti che ha fatto letteralmente venire giù lo stadio e mi ha fatto urlare come un pazzo.Per la prima volta in vita mia ho esultato ad un gol contro l’Inter.A partita finita siamo rimasti ancora un pò li ad assaporare quel momento mentre lo stadio si stava pian piano svuotando.Nel viaggio verso il ritorno nel centro di Glasgow ancora tifosi che cantavano e che ci davano addirittura l’appuntamento a Milano.La mattina seguente ci preparammo per salutare Glasgow e la Scozia non prima di aver dato un’ultima occhiata alla città e di avergli sussurrato ” tranquilla,ritorneremo”.Di questo viaggio ricorderemo i paesaggi scozzesi,fatti di campagne a perdita d’occhio e di pecore che passeggiavano tranquille in quei prati verdi,le birre,che ci hanno fatto una buona compagnia,qualche bella scozzesina e soprattutto ancora più ammirazione e amore per quella squadra biancoverde che ormai sentiamo sempre di più dentro di noi.

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